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CORSI KAYAK: INFORMAZIONI UTILI
Scritto da Benny   
martedý 13 maggio 2014
Corsi Kayak   
Finalmente primavera se volete fare un corso di kayak chiedere informazioni a Gianluca 3333255468
Il corso si compone di 4 lezioni di 2 ore l'una e un'uscita finale da decidere.
Orari e giorni verranno concordati con gli istruttori.
Ultimo aggiornamento ( mercoledý 21 maggio 2014 )
Lettera del presidente del FICK con oggetto la sicurezza
Scritto da Lorena   
giovedý 06 marzo 2014
Caro Presidente,
Roma, 21 febbraio 2014
fra poche settimane, con la ripresa delle competizioni, saremo nel pieno di una nuova stagione sportiva. E’ per questo - e sulla scorta della mia esperienza non tanto di Presidente della nostra Federazione, quanto quella di ex Presidente di un’associazione sportiva, ruolo che in passato ho ricoperto per diversi anni - che mi accingo a trasmetterti alcune considerazioni che sono indotto a scrivere non con l’intento di aggiungere ulteriori imposizioni alla figura del legale rappresentante - che, non dimentichiamo, è pur sempre assunta su base volontaristica – già afflitta da troppi obblighi, me per richiamare l’attenzione su alcuni aspetti (e sulle loro implicazioni) su cui reputo utile dedicare un momento di riflessione.
Innanzitutto, essendo in periodo di tesseramento, desidero sottolineare che tutti gli atleti (agonisti e amatori) che ci accingiamo a tesserare devono aver effettuato la visita medica ed aver ottenuto la competente certificazione medica. La legge prevede che copia di tale certificazione sia conservata presso l’affiliato che esegue il tesseramento e che di tale obbligo ne è responsabile, anche penalmente, il Presidente. La stessa legge inoltre obbliga le associazioni sportive a coprire i propri tesserati con un’adeguata polizza assicurativa contro gli infortuni, obbligo che si assolve automaticamente tesserando l’atleta presso la FICK. Per questo è importante che, in mancanza di altre polizze societarie, il tesseramento alla FICK avvenga non solo per gli atleti impegnati nelle competizioni ufficiali, ma sia tempestivamente esteso a tutti i soggetti che praticano a qualsiasi titolo la disciplina presso il club.
Superati questi aspetti burocratici, ma non per questo meno importanti, mi accingo a esporti alcune considerazioni sul tema della sicurezza, tema molto importante perché come è ben noto gran parte della nostra attività si svolge sull’acqua, in contesti molto differenti, dalle piscine, alle acque ferme, ai fiumi e ai torrenti anche impetuosi, al mare. Mi preme sottolineare che anche gli incidenti più gravi – per fortuna sporadici – sovente derivano da una sottovalutazione del pericolo potenziale, per questo ti invito a tenere un livello di attenzione massimo coinvolgendo i tecnici societari e facendogli condividere queste linee guida, responsabilizzandoli per iscritto, soprattutto in quei contesti dove tutto appare scontato, è necessario valutare con la massima attenzione a quali potenziali pericoli ci si potrebbe esporre, valutazione che può essere fatta solo da soggetti esperti e competenti. Una regola aurea, comunque valida, è: meglio rinunciare che rischiare. Da non sottovalutare, poi, è l’esperienza non solo del tecnico a cui è affidato il gruppo, ma anche quella del singolo praticante impegnato nella competizione o nell’allenamento, con l’aggravante che questo, proprio perché meno esperto, tende sovente a sopravvalutare le proprie capacità: commisurare la prestazione alle effettive capacità dei propri atleti è la prima valutazione che ogni tecnico deve fare.
Per quanto riguarda l’organizzazione delle gare ritendo utile fare alcune considerazioni, naturalmente da tenere in grande considerazione è anche il contesto ambientale in cui si svolge l’azione (clima, condizioni meteo, possibilità di prestare assistenza o soccorso, mezzi di soccorso disponibili, possibilità di abbandonare la prova in qualunque momento, ecc.), in funzione del quale sono da mettere preventivamente in atto tutte quelle misure di sicurezza rese obbligatorie sia dai rispettivi codici di gara (abbigliamento idoneo, aiuto al galleggiamento del tipo previsto, imbarcazione inaffondabile, ecc.), sia dettate dal buon senso. In presenza di condizioni climatiche particolarmente rigide suggerisco di indurre tutti gli atleti, anche i più esperti, a scendere in barca sempre e comunque indossando il salvagente, oltre a rendere tutte le imbarcazioni inaffondabili, anche quelle da velocità: inserire un sacco di galleggiamento in un kayak è un’azione di pochi minuti, ma che può diventare fondamentale sia per non perdere l’imbarcazione, sia per trarsi più facilmente d’impaccio da una situazione critica.
Inoltre i tecnici, oltre ad essere competenti nel condurre l’allenamento, devono essere anche in grado di intervenire con tempestività e perizia in qualsiasi frangente che dovesse loro manifestarsi. Ma esperienza e competenza può non essere sufficiente, è anche necessario che essi siano iscritti al rispettivo albo federale e che espletino le funzioni previste dal livello di istruzione da loro raggiunto.
Se il Presidente è sempre e comunque l’ultimo responsabile, sono proprio il tecnico durante l’allenamento e il responsabile di società durante la gara (figure sovente coincidenti), i soggetti deputati a disporre affinché gli atleti loro affidati si impegnino in un’azione commisurata alle loro reali capacità e che agiscano in conformità ai dettami federali. In questo senso mi preme richiamare l’attenzione sulla presenza di minori, che devono svolgere ogni attività sotto la guida di maggiorenni qualificati che se ne assumono ogni responsabilità per tutta la durata dell’impegno
I nostri tempi soffrono di una ricerca, per certi versi essa stessa pure estremizzata, dell’estremo. Ciò ha motivazioni che certamente hanno radici profonde. Affrontare tale tematica, seppur non priva di interesse, ci porterebbe tuttavia su terreni molto lontani rispetto quelli che ho inteso ora esplorare. Molto lontane dall’estremo sono pure le nostre finalità, che al centro di tutto mettono pur sempre l’atleta, la sua prestazione – a cui può certamente essere data una lettura di ricerca dell’eccellenza non certo dell’estremo – e soprattutto la sua incolumità.
Ringraziando per l’attenzione, l’occasione mi è gradita per inviare cordiali saluti.
Luciano Buonfiglio
Ultimo aggiornamento ( lunedý 10 marzo 2014 )
Uscita ai laghetti di Carturo
Scritto da Benny   
martedý 25 febbraio 2014
Ai laghetti di Carturo

Domenica 30 Marzo 2014 il Canoa Club Padova Limena organizza un’uscita nei “laghetti di Carturo” di Piazzola sul Brenta, Pd.

Attraverso un suggestivo percorso sull’acqua, a pochi chilometri dalla città, potremo scoprirere un meraviglioso ambiente naturale in un periodo dell’anno in cui la natura si risveglia.

L’associazione mette a disposizione alcune canoe aperte a noleggio: canadese o sit on top, 2/3 posti, facili da condurre. Su richiesta sono disponibili alcuni canoisti esperti di supporto.

Programma:
ore 9,00 ritrovo nel parcheggio nei pressi del ponte sul Brentella a Limena,
ore 9,30 ritrovo nel parcheggio nei pressi del ponte sul Brenta di Carturo,
ore 10,00 imbarco,
ore 12,30 sbarco.

Seguiranno costi

Abbigliamento:
è obbligatorio indossare un salvagente omologato,
si consiglia un abbigliamento sportivo ed un cambio competo.
Per info lasciare recapito al 3701291581
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